Brasile & Sud America
 
 
COLOMBIA (SANTA FÈ DE BOGOTÀ)  
La difficile trattativa di pace tra governo e guerriglia colombiana
di Roberto Lovari
Gli ultimi cinquant’anni della storia della Colombia sono stati segnati da vicende tragiche e sanguinose. Due o trecento mila morti, quattro o forse cinque milioni di sfollati, migliaia di sequestrati sono il risultato della contrapposizione armata tra stato colombiano, narcotrafficanti, guerriglia di varia estrazione, organizzazioni armate di estrema destra. Con l’elezione di Alvaro Uribe e del suo ministro della guerra Juan Manuel Santos le cose sono decisamente cambiate. Uribe e Santos hanno prima disarmato il più grande dei gruppi di estrema destra, l’AVC, poi inflitto colpi durissimi alle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane, FARC, e all’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), forze guerrigliere di ispirazione comunista e castrista. Dopo contatti segreti, ai primi di settembre è stato infine firmato con le FARC un “accordo preliminare per la fine del conflitto”.Dopo un incontro a Oslo, le trattative si sono trasferite all’Avana. Sono ormai settimane che periodicamente le due delegazioni si incontrano con “l’accompagnamento” di Cile e Venezuela. L’altro gruppo guerrigliero, l’ELN, non partecipa alla trattativa, ma ha dichiarato “che guarda con simpatia e disponibilità alla trattativa”. Mentre si svolgono gli incontri, in Colombia continuano gli scontri armati tra l’esercito e le guerriglie. Tutte le forze in campo dicono che ciò non è di ostacolo alla trattativa. La Colombia e il mondo intero aspettano la fine della guerriglia più vecchia dell’America Latina e forse del mondo.

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